discorso commemorativo in onore di remigio gattu
il discorso fu pronunciato a orune il 10 marzo 1919

Assistere,come cittadino e come soldato, alla celebrazione degli eroi e dei martiri. in questa nobilissima terra, che ha dato alla patria il fiore della sua gioventù, e altissimo onore del quale Orunesi serberò eterno ricordo.
Ove la bella gioventù discesa da questi monti superbi e da queste valli serene ove sono Orune, i tuoi morti che per prodigi di valore passeranno ai posteri in una luce di leggenda?Essi sono sulle trincee dei razzi e delle frache, di Bosco Capuccio e di Bosco lancia sono all'erta faticosa del S.michele, di Monte fior e di Castelgomberto, sono sull'aride petraie del Carso , sulla bainsizza, sul Grappa , sul Montello, sul sacro e dolente Piave, ovunque sui campi di battaglia, in quattro anni di lotta accanita,hanno formato contro l'irruenza nemica un baluardo infrangibile.
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O Remigio Gattu, il tuo nome suonerà glorioso nei tempi, il tuo ricordo sarà circondato da un velo di poesia e di leggenda, la tua figura sarà irradiata da una pura e fulgidissima luce, e vivrà eterna nei nostri cuori! Educato al sentimento del dovere ed al culto della virtù, volò fiero e forte come un eroe leggendario, incontro alla gloria, orgoglioso di comandare i bersaglieri di Caprera, portando nel cuore l'ardente affetto del natio loco, e nelle pupille la dolce visione della sua mamma adorata.Egli aveva dinnanzi a se un avvenire radioso, ma per la patria minacciata alle frontiere, per i fratelli che dalle contrastate terre lanciavano il <<Grido di dolore>>,era pur bello per Remigio Gattu offrire il sangue e la vita, lanciandosi nella lotta con l'ardore di un apostolo e l'impeto gagliardo di un cavaliere medioevale, sacrificando i suoi sogni, le sue speranze i suoi santi ideali. Con l'anima sua candida, con suo occhio limpido, col sorriso di un fanciullo, combatteva impavido sul Carso e sugli Altipiani, sempre esposto alla zona di fuoco, sempre primo tra i primi negli assalti e nelle imprese più arrischiate, sempre intrepido e adorato dai suoi soldati, sempre sprezzante del pericolo e della morte, fulgido esempio delle più belle virtù militari, di coraggio leonino e di valore sovraumano.
<<Ogni volta rinnovava l'assalto con la stessa volontà di vincere, con la stessa volontà di morire , con la stessa volontà di superarsi>>.
Le motivazioni delle sue onorificenze al valore suonano come uno squillo di tromba e brillano con bagliore di fiamma che fanno scorrere un brivido di commozione,un fremito di poesia, un sacro tremore di pianto e di orgoglio.
<< Gattu Remigio da Orune tenente 4° reparto d'assalto.Comandante d'una compagnia con indomito coraggio e sprezzo del pericolo trascinava i suoi soldati all'assalto di forti ed estese posizioni nemiche, conquistandole e catturando numerosi prigionieri ed abbondante bottino. Ferito continuava a combattere incitando i suoi bersaglieri alla lotta. Monte Val Bella, 28 gennaio 1918>>.
Ma dove s'apprezza maggiormente il suo spirito di sacrificio, e il suo carattere puro e saldo come diamante, dove la sua anima di guerriero sembra scolpita sul granito e sull'acciaio, e nella lettera scritta dopo essere stato ferito in sette aspri combattimenti al fratello Camillo,tenente di fanteria al fronte:
<<Sono finalmente tornato alle mie schiere combattenti e l'animo rinnovellato di vigor novello, intende e spera. Sempre forte e coraggioso, fra i pericoli alto fra le asprezze terribile>>.
Ave o Eroe, Ave! Finchè il sole risplenderà sui fasti umani, non verrà mai meno la memoria della tua luminosa figura e l'omaggio di venerazione e di gratitudine perenne al tuo sangue per la patria versato.Con la serenità degli eroi, con la rassegnazione dei martiri, Remigio Gattu, il più bello assaltatore d'Italia cadeva sul Montello il 16 giugno 1918 scrivando col sangue vermiglio la pagina più gloriosa della sua giovinezza gagliarda.Sentite, cittadini, la voce che s'alza dalla fossa ancor fresca del Tenente Luigi Debernardi di Nuoro, morto anch'egli a soli 18 anni sul campo della gloria:
<<Remigio Gattu ha trovato morte gloriosa, ferito da pallotola esplosiva il 16, alla testa della sua compagnia; il 18 ci lasciava per sempre in un ospedaletto da campo.Eroico giovane ardito fra gli assalitori arditi è spirato, nel nome sacro d'Italia sulle labbra e sul cuore una martire che tutto ha dato per la patria una santa donna che l'aveva allevato in una fede salda e che l'aveva benedetto offrendolo alla vittoria ed alla gloria: sua madre. In una visione radiosa l'eroe agonizzante vedeva il nemico in fuga disordinata inseguito dal bel soldato d'Italia. Ai piedi del Montello, sul fiume riconsacrato in un cimitero d'eroi dorme il sonno eterno.Ed io ed i miei superiori e colleghi, ammirati, giuriamo la vendetta a qualunque costo,vendetta santa,vendetta da assalitori>>
O Pasqua Seddoni, madre santa di Remigio Gattu, tu che hai dato alla patria quanto possedevi di più bello, di più caro,di più prezioso,le carni delle tue carni,il sangue del tuo sangue, l'anima della tua anima,sii benedetta, mille volte benedetta!Oh sii benedetta per la fiaccola di fede ed entusiasmo che sapesti tenere accesa nel santuario immacolato della famiglia, sii benedetta tu, che cuore sanguinante e spezzato dal dolore sei il simbolo delle virtù spartane delle madri sarde, come il tuo Remigio era il simbolo purissimo di tutte le virtù dei nostri combattenti.
orune al suo eroe

veduta aerea del sacrario militare del montello