www.oruneday.it di Giampaolo Ghisu

scuola elementare orune

ricerca a cura delle classi 4ª e 4ªb

anno scolastico 1995 1996

infanzia orunese di 

antonio pigliaru

Antonio Pigliaru è nato a Orune il 17 agosto 1922.

I suoi genitori erano due maestri elementari:

Pietro Pigliaru (nato a Orune il 26 gennaio 1887) e 

Maria Murgia (nata a Villanova Monteleone -(SS) il 2 novembre 1886.

Antonio era il più piccolo di 5 fratelli; Diodato nato 

nel 1910, Francesca, nata nel 1912, Anna (Anita)

nata nel 1914 e Giovanna nata nel 1920 ( morta dopo 11 mesi).

la sua famiglia era stimata da tutti gli orunesi perchè erano persone semplici e oneste ed era una famiglia rispettosa.

Antonio Pigliaru era un ragazzo educato, intelligente, buono, ubbidiente e anche birichino.

All'età di due anni gli morì il padre.

Frequentò le scuole elementari ad Orune dal 1927 al 1932. Nel 1935 la mamma si trasferì a Sassari.

E' stata una famiglia sfortunatissima: hanno perso prima il padre e poi le due giovani sorelle Francesca e Anita.

A Sassari Antonio frequentò le scuole medie il liceo. Si laurò in filosofia presso l'università di Cagliari nel 1947

Antonio pigliaru era l'unico bambino che proveniva da una scuola privata ed era perciò il più piccolo della classe. 

solo 20 suoi compagni di classe avevano l'età regolare (sei anni) 15 avevano sette anni, mentre 18 erano di età compresa fra 8-11- anni.

Nell'anno sclostico 1929-30 frequentò la classe 3ª: alunni scritti 46 promossi 25 e respinti 21.

Antonio Pigliaru, alla fine dell'anno scolastico non venne classificato.

Infatti nel "Giornale della classe" dell'ins. Zizi Giuseppe, accanto al nominativo Pigliaru Antonio

-mese di maggio- e riportata in rosso la motivazione ; "si è trasferito alle scuole elementari di Cuglieri".

 

 

 

 

gli amici d'infanzia

 

josto verachi, lina sechi, aldo meloni, ofelia verachi

seduti: rina zizi, antonio pigliaru, anna meloni

 

la sua infanzia a orune

 

 

 

 

 

Questa e l'ultima lettera scritta da Antonio Pigliaru, quattro giorni prima della morte, alle sorelle Grazia e Raffaela Dore di Olzai (cugine della madre), a cui era legato da profonda amicizia

 

 

Ci ha lasciato un amico che non aveva l'uguale per l'affettuosa attenzione data al monastero.

Da anni ci aveva davvero inserito nella sua vita familiare, mettendoci accanto ai giovaissimi figli e alla moglie che viveva per difenderlo dal pungiglione della morte.

Studioso e maestro di filosofia del diritto, s'interessava a tutte le nostre povere cose.

Ma non posso dirvi quanto era grande nelle intelligenza, nella bontà, nell'altezza spirituale, perchè a lui mi lega anche un vincolo di sangue.

Lo conobbi piccolino sulle braccia della mamma ed oggi vedo tanti piangerlo come si piange "un figlio unico".

L'espressione biblica dà la misura del dolore per questa partenza.

                               da "lettere agli amici

            di Maria Giovanna Dore, al secolo Peppina

                    (Orune 6/7/1900) -Olzai 21/01/1982

                              Monaca Benedettina

 

 

la 4ª A la 4ª B che hanno voluto ricordare Antonio Pigliaru

 

 La madre di Antonio Pigliaru, Maria Murgia  ,

maestra elementare, era una donna un po' severa ma buona.Così la ricordano molti orunesi, fra qui i suoi alunni.

Ha insegnato ad Orune dal 1906 al 1934, anno della partenza a Sassari, Inoltre ha preparato molti bambini orunesi all'esame di ammissione per frequentare la scuola media a Nuoro.

Nella sua vita ha affrontato tanti sacrifici.

Da quando era morto il marito, usciva meno di casa perchè era vedova.

Di Antonio molti ricordano la buona educazione ricevuta dalla madre

I nonni paterni di Antonio Pigliaru erano Teodoro

Pigliaru, comunemente chiamato "Ziu Diadoru" e Maria Giuseppa Cossu.

Ziu Diadoru ha sposato in seconde nozze Teresa Pala, da qui non ha avuto figli. che i nipoti chiamavano "nonna"

Ziu Diadoru era una persona molto cara ad Antonio, era un uomo onesto e laborioso che ha trascorso gran parte della sua vita a lavorare come contadino nelle campagne del paese. In regione "Molas" a pochi chilometri da Orune coltivava una vigna.

Spesso dopo aver finito di studiare Antonio si recava nel rione "Bonaera" dove abitava il nonno che era molto buono e affettuoso soprattutto verso i nipoti.

 

.....Antonio mi fu caro: crebbe e si maturò- oserei dire sotto le mie mani; e per l'amore immenso di nostra madre che previde in Antonio, e ne incoraggiò a tuti i costi , le doti di ingegno e qualità non comuni; visse e crebbe per i suoi e i nostri sacrifici, consapevole sempre (eppur sempre sereno) delle dificoltà- molte che avrebbe incontrato.

Fu uomo come il primo e l'ultimo degli uomini di questo mondo ; ed io vorrei tanto che, parlando di Lui, se ne cogliesse, prima e meglio di ogni altra cosa, l'umanità intensamente vissuta intensamente e religiosamente sofferta"

                                          DIODATO PIGLIARU

  L'opera più conosciuta di Antonio Pigliaru 

       "la vendetta barbaricina 

      come ordinamento giuridico"

 

  la rivista fondata da Antonio Pigliaru

ichnusa

 

 

Antonio Pigliaru morì a Sassari il 27 marzo 1969

 

Così lo ricordò il Prof. Mario A. Cattaneo il giorno del funerale

 

Parlare degnamente di un amico scomparso non è facile, perchè le parole non sono all'altezza dei meriti di colui che oggi accompagniamo, nè riescono a esprimere ppienamente il sentimento e la commozione interiore. Chi è venuto a Sassari trovando in Antonio Pigliaru l'amico fraterno, sempre pronto all'aiuto e al consiglio, che era un reale e sicuro punto d'appoggio, la cui casa era sempre aperta, prova oggi particolare dolore e commozione. Antonio Pigliaru è stato nella breccia fino all'ultimo, è stato un uomo che ha dedicato la sua vita all'università, ai suoi problemi, alla riforma e al miglioramento di essa.

Antonio Pigliaru è stato un filosofo nel senso più pieno della parola, un filosofo che ha sentito e amato in particolare modo i "pensatori del profondo" come Pascal, che ha sentito e meditato profondamente il problema educativo.

Antonio Pigliaru è stato un uomo, un uomo pieno di dignità e umiltà,. un uomo di battaglia e di impegno,  dedito agli ideali di libertà e democrazia e fedele al metodo della non violenza,

un uomo sempre pronto a dire la verità a tutti.

Antonio Pigliaru è stato un cristiano, che ha fatto della propria sofferenza, acuita negli ultimi tempi da dispiaceri morali, un motivo di amore per Dio e per gli uomini; che ha sempre lottato per aiutare tutti, senza preoccuparsi se da questo glene derivano ringraziamenti o riconoscenza, solo rivolto a seguire la voce della coscienza e la parola di Cristo che era in lui.

Chi di noi ha la Fede, sa, con la certezza delle cose superiori, dove Antonio Pigliaru è oggi: e sa che la morte e stata sconfitta dalla resurrezione.

Ma tutti noi sappiamo che per sollevarci dalle nostre miserie dobbiamo imparare da Chi più di noi ha sofferto e più di noi ha donato, dobbiamo cercare di conservare nei nostri cuori il ricordo della testimonianza cristiana e umana, testimonianza di verità e di umiltà, di dedizione al dovere e di impegno civile, che ci ha dato il nostro fratello Antonio Pigliaru

 

 

   

In occasione del trentesimo anniversario della morte di Antonio Pigliaru, i bambini della scuola elementare di Orune hanno voluto ricordare il loro illustre compaesano raccontando l'infanzia di un bambino che, diventato grande e famoso , non ha mai tralasciato i grandi temi della realtà civile e sociale della sua terra, che in modo appassionato e lucido al tempo stesso ha cercato , con una sofferta visione del reale, di dare risposte razionali ai più angosciosi problemi della sua terra.Il frutto del loro lavoro è la storia di un bambino e del suo paese, narrata quasi in prima persona da chi continua a vivere le contraddizioni di una realtà sociale dove e vecchio si confondono, dove lucide intelligenze combattono le angosce quotidiane, dove commedia e tragedia si succedono, dove la vita si perpetua in comportamenti sempre uguali e sempre diversi, dove il divario generazionale sembra sfumare. La pubblicazione del lavoro dei bambini si inserisce all'interno di un più vasto programma dell'Amministrazione Comunale volto a interpretare e promuovere gli aspetti peculiari della propria realtà sociale per coglierne, oltre alle contraddizioni, le tensioni positive. L'auspicio è che  bambini che frequentano la scuola elementare ad Orune riescano, una volta diventati grandi, a mantenere, come Antonio Pigliaru, una presenza costante, anche se sofferta, verso la propria gente e il proprio paese, che le pene e le gioie della vita non riescono ad interrompere.

     il sindaco di orune

Francesco Berria